I Brani

“Attraversando” – EP, settembre 2026

Icaro apre Attraversando con un brano costruito attorno a un riff potente e ricorrente. Ritmica, voci e sviluppo strumentale mantengono una tensione continua, che si scioglie infine in un lungo assolo di chitarra.
Al centro del brano c’è il rapporto quasi fisico con la musica e la sua capacità di alterare la percezione di noi stessi: può trascinarci, darci energia e farci sentire capaci di andare oltre i nostri limiti.
Il riferimento al mito rimane volutamente implicito. Icaro non viene mai nominato: sono le immagini del testo — fino alle «ali nel cielo» che «bruciano al Sole» — a suggerirne la presenza.
Ma Icaro non è una condanna dell’illusione. È lo sguardo di chi continua a credere nella forza della musica conoscendone anche gli inganni: volare resta possibile, purché non si dimentichi che le ali possono bruciare.
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Bambini di una Volta nasce da un contrasto deliberato. Una musica inizialmente eterea lascia improvvisamente spazio a uno swing vivace e quasi spensierato, mentre il testo porta l’ascoltatore in una direzione completamente diversa.
Il brano attraversa alcune delle forme più crudeli in cui l’infanzia può essere violata e privata della propria innocenza. La scelta di non accompagnare queste immagini con una musica altrettanto cupa è intenzionale: più le parole diventano dure, più il contrasto con la leggerezza apparente della musica diventa straniante.
Anche la struttura rifiuta una forma prevedibile: non c’è un vero ritornello. Lo swing viene interrotto da passaggi rock e da uno sviluppo strumentale sempre più energico, fino a un finale che rompe definitivamente l’equilibrio iniziale.
Bambini di una Volta non cerca quindi di rendere musicalmente oscuro ciò che è già oscuro nelle parole. Preferisce lasciare che sia la distanza tra musica e testo a creare il disagio.
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Non Fermarti Mai parte da una matrice funky rock e si sviluppa fino a sfociare in un lungo outro più duro e incalzante, collegato al corpo principale del brano da un motivo ricorrente.
Il testo osserva una condizione molto contemporanea: l’insoddisfazione che nasce dall’inseguire continuamente qualcosa che sembra mancare, fino a trasformarsi in rabbia, diffidenza e isolamento.
È proprio nel lungo outro che musica e testo cambiano prospettiva: non correre più forte, ma quasi il contrario, liberarsi del peso accumulato, ritrovare uno spazio per sé e non lasciare che la negatività diventi una prigione.
Perché Non Fermarti Mai non significa non concedersi una pausa. Significa non smettere di vivere e rimettersi in movimento, perché soltanto continuando il viaggio possiamo essere pronti a cogliere quell’attimo — il carpe diem — capace, qualche volta, di cambiare una vita.
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Mani porta Attraversando verso una dimensione più intima. È un rock melodico dalla struttura articolata, nel quale trovano spazio anche un passaggio di pianoforte jazz e un successivo assolo di chitarra.
Il brano racconta attraverso musica e parole le emozioni legate a un momento di passaggio: curiosità, desiderio, esitazione, fiducia e paura di ciò che cambia. Non descrive ciò che accade tra i due protagonisti, ma ciò che accade dentro di loro.
L’unico gesto esplicito è il contatto delle mani. Un gesto semplice, quasi minimo, che diventa però il primo vero confine attraversato: fino a un istante prima c’era un “prima”; da quel momento esiste già un “dopo”.
Le mani diventano così il simbolo dell’intero brano: il punto in cui l’intimità comincia prima ancora di aver bisogno di essere raccontata.
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Nomade si apre con sonorità dal carattere arabeggiante, che introducono un brano di rock progressive nel quale ritmo, melodia e atmosfere evocano continuamente l’idea del viaggio.
Il protagonista attraversa un mondo nel quale chi viene da altrove incontra diffidenza, ostacoli e solitudine. Ma Nomade non racconta la fragilità di una vittima: racconta la capacità di trasformare l’ostacolo in una ragione per cercare una strada nuova.
Anche il vento del deserto, apparentemente ostile, può diventare una musa: ciò che rende più difficile il cammino può costringerci a trovare risorse che forse non avremmo mai scoperto restando al riparo.
Perché Nomade non parla soltanto di chi attraversa paesi e confini. In qualche momento della vita siamo tutti nomadi, alla ricerca di una nuova oasi: un punto fermo dal quale ripartire e al quale poter tornare per ritrovare ciò che ci fa stare bene.
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